Q: Quali sono le prospettive di mercato?

Partendo dal presupposto che questo investimento lo fa perché convinto che il bambù è un materiale pregiato, con facile distribuzione sui mercati. Avendo questa certezza, sicuramente noi, ma in generale qualsiasi commerciante sarà interessato alla sua produzione, con ottima valorizzazione sui mercati.
Oggi il mercato del bambù è soddisfatto nella sua domanda solo per un 8%, il valore in termini economici a livello mondiale si aggira intorno ai dieci miliardi di dollari con una crescita della domanda del 5% annuo.
Le oltre 1.500 applicazioni industriali e commerciali già presenti.
La richiesta dei consumatori spinge il mercato e quindi l’economia verso prodotti sostenibili e dal basso impatto ambientale.
La crescita costante di popolazione vegetariana e vegana, che ricerche dimostrano che raggiungerà il 50% della popolazione mondiale da oggi al 2050, fa si che il germoglio sia un prodotto di punta

Q: Come vengono stabiliti i prezzi della produzione del mio bambuseto?

Il Consorzio Bambù Italia stabilisce contrattualmente un prezzo “soglia”, che identifica in modo ben preciso cosa accade se i prezzi offerti saranno superiori o inferiori. Innanzi tutto preciso che, i prezzi soglia (che rappresentano una stima molto molto cautelativa dei possibili prezzi di ritiro) ammontano a 2€/kg per il germoglio e 12 €/culmo per la canna media (alta 20m e con diametro di 12cm).
Se il prezzo offerto dal Consorzio sarà superiore a tali prezzi soglia, allora l’agricoltore dovrà conferire la produzione o pagare una penale di uscita dal contratto; tale penale ammonta al doppio del premio ricevuto al momento della prenotazione in caso di conferimento quinquennale o del quadruplo del premio ricevuto al momento della prenotazione in caso di conferimento decennale.
Se invece i prezzi offerti dovessero essere inferiori, per esigenze di mercato, allora il coltivatore sarà libero da ogni impegno/obbligo, potendo conferire a chi meglio ritiene, eventualmente anche al Consorzio che comunque resta obbligato al ritiro.

Q: Quali sono i guadagni del Consorzio a fronte del conferimento?

Ad oggi tale percentuale è di difficile definizione, anche se indicativamente si pensa che un valore plausibile sia il 20%. Questo permetterà al Consorzio di eseguire tutta l’attività di marketing, ritiro e valorizzazione dei prodotti, sollevando tutti i nostri partner commerciale da ogni impegno di mercato, tratterrà una quota percentuale degli incassi a copertura delle spese e dei margini.
Il fatto che il Consorzio guadagnerà in termini percentuali, offre grande serenità ai clienti, in quanto più elevato sarà il valore a cui i prodotti saranno venduti sul mercato, maggiore sarà la quota incassata dal Consorzio e maggiore sarà il ricavato dell’investitore.
Inoltre il Consorzio, che raccoglie sotto la sua ala protettrice tutti i nostri partner commerciale, evita che ciascuno si faccia la lotta l’un l’altro per piazzare la poca produzione di cui dispone. Infatti sarà il Consorzio a negoziare con tutti i commercianti strappando loro il miglior prezzo, potendo contare sulle quantità complessive conferite. Protezione dall’alto valore e fondamentale per tutelare i prezzi.

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